Il web marketing del 2011: più social media, meno sito aziendale

Il web marketing del 2011: più social media, meno sito aziendale

cresce l´utilizzo di mail e social media

 

Zomerang, in collaborazione Allied vision con GrowBiz Media, ha recentemente pubblicato il rapporto “Small to Midsized Business Marketing Practices Survey 2011″, uno studio che analizza i trend in atto per quanto concerne la strategia di marketing delle aziende.

 

Lo studio prevede una grande crescita dei canali “social” tra le diverse azioni di marketing attuabili dalle aziende: più della metà di esse (su 751) prevede di includere e sviluppare la propria presenza su Facebook, Linkedin e Twitter.

Spostando l’attenzione sui siti web aziendali, la ricerca, pur sottolineando che risultano tra le voci più gettonate nei budget per il 2011, registra un minore interesse, almeno per quanto riguarda il marketing: a quanto emerge, la maggior delle imprese del campione osservato non amplierà le funzioni del sito Internet in direzione commerciale, limitandosi, come avviene per oltre la metà dei casi, a generiche informazioni sull’azienda.

D’altro canto bisogna ammettere che non tutte le attività si adattano ad un sito di e-commerce o di servizio ai clienti. Molte aziende preferiranno servirsi dell’e-mail marketing.

HOLLY SI ALLENA…INVIANDO NEWSLETTER (seconda parte)

HOLLY SI ALLENA…INVIANDO NEWSLETTER (seconda parte)

Ma cosa Allie sheedy accomuna questi fantastici giocatori???? Holly e Benji sono due giocatori correttissimi (attenti alle regole) ed equipaggiati di una sensazionale lealtà sportiva. Costruirsi un’ottima reputazione è essenziale in qualsiasi ambito. La buona fama di Holly e Benji ha sempre fatto sì che nessun arbitro (filtro anti spam per una mail) abbia mai creato problemi sul terreno di gioco sventolando dei giusti cartellini colorati.

Le basi per una buona reputazione sono di una semplicità estrema:

  • Abbigliamento corretto: maglietta dentro i pantaloncini, parastinchi e calzettoni (una giusta codifica dell’html dell’email)
  • Tenersi lontano dalle risse (non aver mai inviato mail di spam)
  • Evitare di schernire l’avversario. Se Holly si trova davanti a Benji dovrà pensare solo a segnare e non a fare spettacolo con inutili giochetti (contenuti sobri ma efficaci per una mail)

Il mail marketing si rivolge ad un elevatissimo numero di persone grazie al sempre più frequente uso di internet. E’ proprio questo uno dei punti di forza: uno stadio pieno comporta senza dubbio delle maggiori opportunità, specie per un attaccante dal gol facile come Holly. Ma anche gli spettatori vanno selezionati.

  • Ci saranno dei fan accaniti del nostro bomber asiatico (ovvero dei clienti);
  • Ci saranno nuovi spettatori (prospect), cioè gente che ancora non conosce bene le sue capacità.
  • Ci saranno dei supporter della squadra avversaria, persone che, con il nostro Holly, non vogliono avere assolutamente nulla a che fare.

 

Diventa essenziale filtrare la lista di utenti a cui spediremo le comunicazioni.

  • Fidelizzare i clienti ma senza tartassarli (può diventare controproducente)
  • Incuriosire e avvicinare i prospect
  • Evitare di sprecare tempo ed energia nell’invio di mail a persone per nulla interessate scongiurando, di conseguenza, eventuali problemi. Sarebbe come se Holly, dopo un gol, andasse ad esultare verso la tifoseria avversaria. Immaginate un po’!!!!

 

Concludiamo questo post parlando dell’oggetto della mail. Pensiamo al titolo del cartone preso in esame: Holly e Benji. Una presentazione molto sobria, breve, incisiva ma capace di attirare subito l’attenzione. Del resto, chi guarderebbe un cartone dal titolo “che fantastici campioni Holly e Benji che, grazie alle loro doti tecniche e tattiche, vinceranno senza ombra di dubbio il mondiale con la propria nazionale di origine”?????

Stesso discorso per un titolo troppo misterioso o eccessivo, tipo “Nessuno è più forte di Oliver Hutton e Benjamin Price!”. Si penserebbe subito ad un bleff!!

E allora che dire: lo stadio segna il tutto esaurito, le potenzialità ci sono, non ci resta che scendere in campo e iniziare finalmente a giocare!

HOLLY SI ALLENA…INVIANDO NEWSLETTER (prima parte)

HOLLY SI ALLENA…INVIANDO NEWSLETTER (prima parte)

Chi da Retinal atrophy bambino non ha mai guardato i cartoni giapponesi??? Cartoni che hanno segnato un epoca tra combattimenti robotici, favolosi amori stile “kiss me Licia” o interminabili incontri sportivi. E bene si, interminabili incontri sportivi, proprio come accadeva nelle partite di Holly e Benji. Perché allora non prendere come riferimento questi due personaggi per capire meglio cos’è il mail marketing????

Holly, all’anagrafe Oliver Hutton, è un formidabile attaccante dal gol facile, un giocatore dotato di grinta e tantissima personalità. Allo stesso modo, una mail, deve possedere requisiti simili: deve essere accattivante, con testi e immagini efficaci, mantenendo sempre un giusto equilibrio di enfasi e sobrietà.

Insomma, proprio come un allenamento pre-gara, anche l’organizzazione iniziale della nostra campagna di mail marketing deve richiedere precisione e accuratezza. Fare stretching e avere dei buoni preparatori atletici può diventare fondamentale, esattamente come effettuare degli invii di prova per la propria campagna marketing o affidarsi a qualche web agency per la cura della creatività.

Benjamin Price, in arte Benji, è il più forte portiere della nazionale giapponese. Segnare a lui è quasi utopia. Merito, senz’altro, della sua indiscussa capacità di intuire e di intervenire puntualmente sull’azione di gioco. Perché per un portiere, proprio come per le mail, è fondamentale indovinare il tempo di uscita. Non tutte le fasce orarie sono idonee per una campagna di mail marketing. Sbagliare l’ora di invio può causare una bassa lettura della mia campagna portando, di conseguenza, uno scarso successo della stessa. Calcisticamente parlando??? Rigore e nel peggiore dei casi espulsione del nostro povero Benji.

Nel 2010 spedite 107 mila miliardi di mail. Quasi tutte erano spam

Nel 2010 spedite 107 mila miliardi di mail. Quasi tutte erano spam

Lady Gaga è risultata il personaggio più amato
su Twitter

MILANO – Quante sono Cefuroxime axetil 500 mg le mail spedite nel 2010? Quanti gli utenti registrati su Facebook? E ancora: qual è il numero di video visualizzati su YouTube? Domande alle quali ha cercato di dare una risposta la società svedese Royal Pingdom. Nell’analizzare i trend dei principali fattori riguardanti il mondo di Internet nell’anno appena trascorso, gli analisti si sono imbattuti in cifre con un’infinità di zeri. Un esempio? Nel 2010 sono state spedite un totale di 107.000 miliardi di mail, l’89,1 per cento delle quali spam.

CINGUETTII - Tutti, o quasi, vogliono Lady Gaga: con 7,7 milioni di seguaci, in gergo si chiamano follower, la popstar (@ladygaga) è risultata il personaggio più amato nel 2010 su Twitter. A fine settembre il noto microblogging contava 175 milioni di membri, 100 milioni dei quali si sono aggiunti nel solo 2010. I cinguettii sono stati complessivamente 25 miliardi. Dati da capogiro, insomma, raccolti e pubblicati ora nel rapporto 2010 di Pingdom, società di consulenza Retinitis pigmentosa treatment dei più importanti protagonisti del web quali Microsoft, Amazon o anche Twitter.

TUTTO (O QUASI) SPAZZATURA – Se le statistiche sull’enorme popolarità di Lady Gaga in Twitter sono solo un dettaglio, colpiscono invece le enormi cifre della posta elettronica: 107.000 miliardi di email spedite nell’arco di 365 giorni in tutto il mondo. Stiamo parlando di un numero con dodici zeri: 107.000.000.000.000. Si tratta di stime tra le più precise in circolazione. Ciò nonostante, la quasi totalità è stata posta indesiderata: l’89,1%. Tuttavia, anche qui una buona notizia: secondo i dati elaborati recentemente dall’azienda che fornisce tecnologia di sicurezza del web, la Commtouch.com, risulta che la quantità media di spam è diminuita su base quotidiana del 30% nell’ultimo trimestre del 2010. Un trend seguito pure nel periodo delle festività natalizie, solitamente inflazionato da spam. Le cause dell’arresto? Da un lato la chiusura di tre botnet, tra i maggiori produttori mondiali di posta indesiderata; dall’altra l’aumento del numero di provider che riescono a isolare perfettamente la posta indesiderata dalle proprie caselle, ha spiegato Paul Wood, analista presso la società Symantec Hosted Solutions.

STATISTICA 2010 – Per chi ama i grandi numeri ecco come è cresciuta la Rete negli ultimi dodici mesi: a giugno la popolazione virtuale contava 1,97 miliardi di persone, un +14% rispetto all’anno precedente. Non tutti coloro che sono online hanno anche un account di posta elettronica: solo 1,88 miliardi di utenti sono raggiungibili per via elettronica. 255 milioni è il numero di siti web attivi in Rete, 21,4 milioni di questi sono nati nel 2010. I blog, invece, sono 152 milioni. Sulla piattaforma YouTube sono stati visualizzati ogni giorno 2 miliardi di video. Ogni terzo utente di Internet ha un profilo su Facebook (600 milioni), il 70 per cento di questi vivono fuori dagli Stati Uniti. Sul social network di Mark Zuckerberg sono stati caricati nel 2010 quasi 36 miliardi di foto; flickr, il servizio di immagini di Yahoo!, ha gestito fino a settembre 2010 oltre 5 miliardi di immagini sui suoi server. L’ultimo dato riguarda gli utenti del web: la maggior parte vive in Asia, oltre 825,1 milioni. 

EMAIL: COME FARLE LEGGERE???

EMAIL: COME FARLE LEGGERE???

ECCO LE DIECI REGOLE D’ORO

La media giornaliera di mail che si ricevono ogni giorno è in continuo aumento. Non è solo colpa dello spam di vario genere, dai medicinali miracolosi alle sconosciute “amiche” ucraine, passando per le catene di Sant’Antonio: alle missive di colleghi, amici e parenti si aggiungono anche le varie sottoscrizioni più o meno consapevoli, le newsletter, gli alert e tanto altro. Malgrado l’esplosione dei social network (e dunque di forme alternative di comunicazione via web) e l’uso mai in calo degli sms, l’email resta la spina dorsale – come la definisce il sito Business Insider – della nostra comunicazione digitale, ancora di più se poi si parla di lavoro. Chi poi ha un impiego legato direttamente al Web, la certezza è di vedere l’esplosione della propria casella con numeri di posta elettronica a tre cifre ogni singolo giorno, weekend compresi. 

Il rischio, fortissimo, è dunque che molte email vadano perse per distrazione, cattiva gestione, semplice raggiungimento del livello massimo di umana concentrazione. BussinessInsider, partendo da un post sul forum dell’American Express sulla necessità di un’etichetta di comportamento nelle attività commerciali svolte in digitale, ha così pensato di stilare un decalogo di accorgimenti da adottare perché la propria email, specie se lavorativa, non corra il rischio di essere cestinata frettolosamente. 

I consigli vanno dal senso comune più banale ad attenzioni invece più ragionate. Eccoli, tradotti e riscritti, da stampare e tenere sulla scrivania:

1 – Bisogna essere brevi. Ognuno di noi è molto impegnato e ha poco tempo: limitatevi ai temi chiave. Stop.

2 – Usate con intelligenza il campo “Oggetto”, dev’essere un vero sommario della email. Descrivete bene il contenuto, non fate continui “reply”, evitate di sembrare una mail di spam.

3 – Iniziate e finite la mail con “Tu” (o “Lei”, che in inglese non esiste). L’idea in ogni caso è di tenere alta l’attenzione del destinatario e dunque di rivolgersi sempre a lui e a cose che lo riguardano.

4 – Un solo argomento per email. Molto semplice, c’è poco da aggiungere: nell’oggetto descrivete il tema e attenetevi a quello.

5 – Fate attenzione ai toni. Anche se le faccine aiutano (ma non sono certo professionali), ironia e sarcasmo possono essere facilmente male interpretati. Specialmente se poi la mail viene inoltrata e dunque si perde ulteriormente il contesto.

6 – Evitate di mettere troppe persone in copia. Per coprirsi le spalle da eventuali accuse future, spesso si rischia di includere troppa gente tra i destinatari della email. Mettete solo gli indirizzi di chi davvero è interessato all’argomento. Aggiungo: evitate poi di fare un “rispondi a tutti” a queste email mostruose.

7 – Scrivete correttamente le parole e fate attenzione alla grammatica. In inglese succedono bestialità fortunatamente sconosciute da noi, ma anche in italiano spesso capitano terribili trasfalcioni (ops).

8 – Ricordate che le email di lavoro non sono private. Dunque non scrivete mai nulla di inappropriato, volgare, stupido o che comunque possa mettere in difficoltà voi o il destinatario.

9 – Non litigate via email. Alzatevi dalla sedia e andate di persona dal collega oppure usate il telefono. Ma non litigate per iscritto: per quanto siate abili con la tastiera, le cose sono solo destinate a peggiorare.

10 – Attenti ai “threads”. Tra “rispondi” e “inoltra” spesso si inviano email con uno strascico incontrollato. Dove magari ci sono contenuti e frasi che non vorreste includere: rileggete il tutto oppure semplicemente cancellate. E rivedetevi il consiglio n. 2 e l’aggiunta al numero 6.

MARKETING ONLINE

IL BUSINESS RADDOPPIA

Da 7 miliardi e mezzo a più di sedici miliardi di euro in cinque anni. Il marketing online – in Europa – si appresta a raddoppiare il suo valore. Un balzo che troverà la sua massima espressione nel Regno Unito, in Germania e in Francia, mentre l’Italia si posizionerà immediatamente dopo, passando dai 478 milioni di euro del 2007 ai 1,148 miliardi previsti per il 2012.

I dati sono dell’ultimo report di Forrester, secondo cui il marketing online, che comprende l’email, il search e il display advertising, rappresenterà il 18% del totale dei budget dedicati ai media. Un cambio di prospettiva non da poco. Con una spiegazione apparentemente banale, ma che modifica le prospettive del marketing: il pubblico e l’attenzione si stanno trasferendo online.

Secondo l’istituto di ricerca il 36% degli europei che utilizzano internet lo fanno a scapito del loro consumo televisivo, perdendo anche fiducia nella pubblicità tradizionale: il 67% di loro non considerano credibili gli spot. A guadagnarci sembra invece essere la pubblicità mirata del web: il 34% dei consumatori online afferma di non essere contrario, specialmente se la pubblicità è correlata ai suoi interessi, mentre il 40% ha fiducia nei siti di comparazione dei prezzi e il 36% nelle recensioni online dei prodotti fatte da altri utenti.

I consumatori, almeno quelli che già hanno confidenza con il web, sembrano preferire la “nuova” pubblicità, che prevede una maggior coinvolgimento dell’utente: blog, community, mail. “Un universo in espansione come quello del marketing interattivo non significa solo crescita in termini di budget – dice Rebecca Jennings, analista di Forrester – durante i prossimi cinque anni, il passaggio del marketing online dalla sperimentazione alla concretizzazione obbligherà le organizzazioni e i processi di marketing a cambiare. Poichè differenti tipi di social media come MySpace e le recensioni degli utenti rafforzeranno la loro influenza sui consumatori, ci si aspetta che le aziende seguano questa strada e dirottando parte degli investimenti in pubblicità sulle diverse forme di social media come gli Rss, i blogs e i network”.

Le ultime acquisizioni sembrano indicare la via: “acquisizioni come quella da parte di Microsoft della aQuantive, o di DoubleClick da parte di Google, offrono alle aziende vie meno complicate per essere presenti online, attraverso l’integrazione delle diverse forme di nuovi media, e farà crescere la spesa e l’innovazione”.

Spam, il 95% delle e-mail è solo spazzatura

Spam, il 95% delle e-mail è solo spazzatura

Internet soffoca secondo rapporto dell’European Network and Information Security Agency. Solo il5% dei messaggi viene recapitato

Se non fosse per i filtri applicati dai provider, quella delle mail spazzatura sarebbe una vera e propria marea che renderebbe quasi inutilizzabili le caselle di posta elettronica: secondo un rapporto dell’European Network and Information Security Agency (ENISA), il 95% dei messaggi di posta elettronica viene infatti classificato come spam, e non viene recapitato.
La ricerca ha preso in esame i dati di provider in tutto il vecchio continente, cercando anche di capire come questi sono attrezzati nella lotta alle mail indesiderate. La percentuale di mail bloccate rappresenta il raggiungimento di ‘una certa maturita« nella guerra, ma gli esperti invitano a non abbassare la guardia, soprattutto nella fase successiva, quella che permette di individuare i produttori dopo aver riconosciuto le mail spazzatura.

I NUMERI DEL RAPPORTO: la percentuale delle mail bloccate è il 95,6%, leggermente superiore al 94% dello scorso anno. Hanno partecipato allo studio 92 provider di diversa grandezza di 30 paesi, di cui 4 dall’Italia. Un terzo di quelli più grandi spende per l’antispam più di un milione di euro l’anno, mentre un quarto dei più piccoli impiega una cifra superiore a diecimila euro. Le chiamate agli helpdesk per problemi relativi allo spam sono circa il 10% del totale. Il metodo preferito per individuare lo spam sono le ‘blacklist’, cioè gli elenchi di indirizzi ‘sospettì, seguiti dal filtro del contenuto delle mail e dalla richiesta di autenticazione del server.In media ogni provider utilizza 4,7 metodi contemporaneamente.

LE RACCOMANDAZIONI PER I PROVIDER: il rapporto definisce soddisfacente il livello di lotta allo spam, ma fornisce comunque alcuni consigli utili. Il principale è ‘un maggiore impegno nel rintracciare i fornitori di spam per poter prendere le adeguate contromisurè. Inoltre viene raccomandato di mettere in comune le blacklist e di automatizzare il più possibile le azioni una volta scoperta una fonte di spam, che ora vengono fatte nella quasi totalità dei casi a mano.

L’ITALIA È IL PRINCIPALE PRODUTTORE EUROPEO: qualche mese fa un rapporto della Commissione Europea aveva lanciato l’allarme sullo spam, chiedendo ai singoli Stati di inasprire le sanzioni per i produttori di mail spazzatura. Secondo i dati diffusi dalla Commissione, gli Usa producono la maggior parte dello spam mondiale (19,8%), seguiti dalla Cina (9,9%) e dalla Russia (6,4%). All’ottavo posto nella top ten dei maggiori produttori di spam c’è l’Italia (3%), il primo Paese europeo per diffusione di posta indesiderata.